
Considerando anche il non secondario dettaglio che le tifoserie organizzate sono formate a maggioranza schiacciante da volontari che s'impegnano a fondo con enormi sacrifici a volte anche economici, per un unico fine, l'amore verso i propri colori. Ecco perchè inizialmente l'idea che la F.I.S.S.C. proponeva di "Carta del tifoso" era proprio quella come già lasciato intendere di dare ai tifosi quel ruolo di veri e reali protagonisti anche con delle nuove risorse economiche che oggi le attuali normative negano ed impediscono, per continuare a considerare gli appassionati di Calcio solo come strumenti per consolidare i propri poteri politici ed i guadagni come già specificato delle tv commerciali e non.
Dopo questa prima fase a mio giudizio importante da conoscere, il "Palazzo" ha letteralmente scippato questa proposta alla F.I.S.S.C. per proporre o cercare più precisamente di imporre la "Carta del tifoso" con intenti radicalmente diversi, anzi diametralmente opposti a quelli descritti poco sopra. Gli intenti non sono però solo quelli di alzare ancora di più il tiro con una schedatura maggiormente mirata nei confronti dei tifosi e degli sportivi che con il "biglietto nominativo" e gli sfiancanti tornelli sono già abbondantemente schedati da quando sono state applicate le note ed illiberali normative, ma con la "Carta del tifoso" c'è anche la "piacevole" novità dell'obbligo della fotografia sulla relativa tessera ...
In più questa bella idea in questi ultimi giorni ha
visto anche l'adesione della società Juventus
nonostante l'opposizione anche del tifo organizzato bianconero,
aggiungendosi così alle altre due precedenti fasi sperimentali sulla
pelle dei milanisti e degli interisti l'anno scorso. Da sottolineare che
per il momento, grazie ai Coordinamenti delle tifoserie delle due
milanesi la Carta almeno per ora è rimasta facoltativa. Ma come stavo
iniziando a scrivere non si tratta solo di un ulteriore strumento di
controllo sulle tifoserie, ma soprattutto di un grande e sfacciatissimo
business per sfruttare ancor meglio chi ama il Calcio
senza altri intenti. Ecco i perchè: innanzitutto le società che
accetteranno l'utilizzo della "Carta del tifoso" dovranno spendere tanti
soldini per poterla supportare. Dato che in genere per poterne usufruire
si ci dovrà rivolgere a degli istituti di credito,
comunemente definiti, banche; si può ben capire quindi quali alte spese
le società debbano sobbarcarsi per la sua realizzazione. In più per il
momento il tifoso o sportivo che ne desidera il possesso, dovrà sborsare
almeno dieci euro come sta avvenendo nel caso della citata Juventus.
Il business prosegue con la multisponsorizzazione della
Carta. Si offrono all'acquirente numerose proposte commerciali con
sconti ed agevolazioni assortite, ma ovviamente la Carta diventa una
vetrina molto ricca per chi la propone grazie alla grande visibilità e
pubblicità che ne riceve visto la enorme utenza che il Calcio riesce a
raggiungere tramite i tifosi. Infine i complessi problemi che
burocraticamente la Carta va ad innescare. Non è ancora chiaro ad
esempio se il possessore di un biglietto o di un abbonamento possa
cederlo ad altri nella stessa giornata della partita da disputarsi. A
Milano ad esempio in alcune circostanze ciò non è stato
possibile. Così chi si è trovato a non poter raggiungere lo stadio il
giorno della partita, non ha potuto cedere o dare il proprio tagliando a
terzi. Ancora una volta alla faccia della libertà personale e dei propri
diritti.
Moralmente va inoltre a creare un tentativo del tutto repressivo fra
presunti tifosi "buoni" e quelli "cattivi". Infatti chi
non la deterrà non avrà diritto a seguire la propria squadra in
trasferta quando l'Osservatorio vieterà la trasferta in questione ad una
determinata tifoseria. Mentre il "buono" che l'avrà conseguita lo potrà
fare...A Milano per la semifinale della Sampdoria con
l'Inter di Coppa Italia, quindicimila supporters blucerchiati sono
andati e tornati senza il minimo problema, se non con un ENORME
entusiasmo. A Roma, che rispetto a Genova non è di
certo geograficamente dietro l'angolo, in ventimila con quattro treni e
duecento pullman, più un'infinità di mezzi privati i tifosi sampdoriani
sono andati e tornati nuovamente senza problemi seppur con la grande
amarezza d'aver perso una finale di Coppa Italia in campo "neutro"
(SIC!) solo alla lotteria dei rigori, ricevendo i complimenti delle
stesse Ferrovie dello Stato, la Trenitalia e perfino
quelli dell'Osservatorio che ha rilanciato pensando ad
una ghiotta occasione, la famigerata Carta...
La Federclubs ha ringraziato educatamente ma per la Carta ha replicato con un altisonante NO...Perchè la nostra Tifoseria ha dimostrato senza assurde ed illiberali norme e divieti (specialmente quello sugli striscioni) che si può dando la meritata stima e fiducia alle sue Organizzazioni rivivere il Calcio (dal VIVO) con i giusti sentimenti e senso di responsabilità, dando alla tifoseria quel ruolo di protagonista e di rispetto che le viene quotidianamente negato, specialmente in una città come Genova che non mi stancherò di ripetere è più che mai "matrigna", come giustamente sostenne il grande Presidente, Paolo Mantovani verso questi colori che le hanno regalato un ruolo nuovamente di Superba in tutta Europa e in Italia per anni ed anni, fino ai tempi attuali.
Tutto questo nonostante uno stadio dimezzato, le continue trasferte per partite che si sarebbero dovute disputare in loco. Rammenteremo pure e per SEMPRE che la U.C. Sampdoria è stata anche "dimenticata" dalle Autorità locali quando la sua squadra giovanile vinse TUTTO, quando un suo giocatore, azzurro Under 21 (Dessena) partecipò alle Olimpiadi e fu anche lui "dimenticato" e si ci è "dimenticati" anche che la prima squadra ha raggiunto l'Europa a più riprese, disputando anche una finale di Coppa dei Campioni. Concludo davvero con il riproponimento di un Sogno di mezza estate, una televisione tutta blucerchiata che possa finalmente intaccare l'impero della MENZOGNA che non subiamo solo a livello nazionale ma anche locale".
Riccardo Ascioti