|
CORRADO TEDESCHI |
CORRADO TEDESCHI SOGNA MARASSI CON LA NAZIONALE ATTORI
(Intervista del Febbraio 1994)
<<Ah, quella corsa sotto la curva dei tifosi romanisti in
delirio dopo il mio secondo go!! Una scarica di adrenalina incredibi!e,
ho capito cosa può provare un professionista. Esaltante, esaltante!">>
Ma i tifosi giallorossi e !aziali, che quella sera in oltre 40,000,
a ridosso del Natale appena passato, erano accorsi all'Olimpico decretando
un clamoroso successo al benefico «Attori romanisti contro Attori
laziali, per la Charitas e l'Istituto del Bambin Gesù, non sapevano
che Corrado Tedeschi, il bomber autore di una splendida doppietta in diretta
TV su Telemontecarlo (come per un match di grande spolvero), in realtà
anche quella sera si sentiva addosso un' altra maglia: quella blucerchiata
della Sampdoria.
Non era un inganno, che Tedeschi, attore e showman genovese, sia un
tifoso irriducibile della Samp, come Paolo Villaggio o Fabio Fazio, per
citarne un paio, tra gli artisti lo sanno tutti. Tifoso a prova di interessi,per
di più. Non è facile, per esempio, dichiararsi tifosi della
Samp lavorando in casa Fininvest. Tuttavia per quel "Derby del cuore»,
nella fastosa cornice dello stadio olimpico, aveva accettato con entusiasmo
la maglia della Roma, Primo: per spirito di solidarietà, Secondo:
perche Tedeschi, al pal!one sa dare anche del tu. Tanto che tuttt hanno
visto come non abbia affatto sfigurato accanto a gente come Bruno Conti
o come sia stato fulmineo a sfruttare l' assist di Tempestilli per «involarsi"
- secondo un lessico mai decaduto - verso la porta avversaria.
In buon fiato (tenuto conto che fa un altro mestiere) , con un diligente
senso della posizione (cioè quella di una punta chiamata ad esprimersi
preferibilmente lungo l' asse maggiore del campo che idealmente allinea
le due reti) Corrado Tedeschi si è regalato ed ha regalato
un brivido ad una bella notte romana.
Con
quel falso segreto nel cuore che qui si fa finta di di svelare. «Avrei
dato non so che - ribadisce - per trovarmi di fronte la curva blucerchiata,
cioè la Sud dei miei compagni di fede a Marassi.
Questione di lontane e indimenticate radici e militanze, in realtà.
Perche Corrado, Dado per gli amici,
a Genova da quando aveva 10 anni (padre in Marina), da quell'
età gioca al calcio, «Prima in una squadra che si chiamava
Artigianelli, Ma poi proprio nei ragazzi della Samp. Ricordo con emozione
quando mi consegnarono la borsa con la maglia blucerchiata e le scarpe,
Dunque anche alla Fininvest nessuno può eccepire. Certo, Berlusconi
è un signore, è circondato da milanisti. Nonostante il
nomadismo imposto dal mondo dello spettacolo agli addetti ai lavori, Corrado
Tedeschi mantiene con Genova un cordone ombelicale e con la sua Sampdoria
un incrollabile rapporto affettivo.
Ha un figlio di 10 anni con l' abbonamento, e ogni volta che può
cor re allo stadio. Tanto più dopo lo scudetto e adesso. Come ha
vissuto la scomparsa di Mantovani? Come vede la squadra?
È franco nella risposta, "Mantovani è una figura
di per se insostituibile. Ma c' è una linea di continuità
rappresentata dai figli e da Borea. Dunque vedo anche la squadra molto
in linea con quella che è stata e resta la filosofia di Mantovani.
E sulle ptospettive? È d'accordo con Lippi, che in tempi
non sospetti pro nosticò: «Se Gullit giocherà almeno
una trentina di partite, la Sampdoria potrà lottare per lo scudetto.
Lippi, suo amico, cominciò o quasi con lui. «Giocavamo
agli ordini di Nano Bassetto, allievi juniores dt 14-15 anni, Venni convocato
in De Martino. Poi ho giocato in squadre di Quarta Serie e Promozione.
Nella Levante con Barison e con Chico Locatellt allenatore, Nel mio piccolo
ero un bomber.
Può un sogno coltivato fin da ragazzo accendere gli occhi
di un quaranten ne che vuol crederci ancora? Corrado Tedeschi, di mestiere
attore (al momento di questa intervista in teatro a Milano per "Tre papà
per una bimba, poi in tourne a cominciareda Santa Margherita il 18 e 19
gennaio) è una di quelle ersone di buona pasta che sanno trasformare
un proposito in un progetto prima che il progetto stesso possa poggiare
su autentici presupposti "Ebbene si' - dice - io sogno quei gol romani
a Marassi, in un' altra partita benefica, attori o simili, Sampdoriani
contro chi si vuole, magari con qualche blucerchiato vero al nostro fianco;
che ne so, Gullit » azzarda.
È un messaggio lanciato a chi di competenza: da Palazzo
Tursi alla stessa società. Lui è capitano della
squadra degli Attori con a fianco Diego Abatantuono, dunque pienamente
legittimato a proporre eventuali combinazioni.
Che accada o no, comunque, resta questo suo grande senso di appartenenza
al "popolo blucerchiato".
Un vanto. Se ne fa bandiera.
Divo Gori
Ultime foto del Nostro Dado Tedeschi alla presentazione della Sampdoria
2002/2003 da lui magistralmente e con amore, sotto una incessante pioggia,
condotta.